Rose antiche: la loro storia

Rose antiche: la loro bellezza è qualcosa di unico e raro; il loro profumo è incredibile. Sono piante molto forti e robuste, non necessitano di particolari cure e sono facili da coltivare. Ideali per dare al giardino il calore della tradizione. 

Le Rose antiche

Le rose antiche esistevano già prima del 1867, anno di nascita ufficiale dei primi ibridi tea. Si tratta delle varietà più arcaiche.

Le vere rose antiche hanno una caratteristica particolare, che le rende diverse dalle attuali rose rifiorenti: le rose antiche fioriscono solo una volta all’anno. Alcune rose antiche non fioriscono nemmeno tutti gli anni. Tuttavia l’abilità degli ibridatori dell’‘800 ci ha consegnato un ampio numero di rose che coniugano le caratteristiche di quelle antiche con le moderne rifiorenti.

Un po’ di storia

Rose antiche inglesi

Tra gli ibridatori di maggior fama e successo nella coltivazione delle rose ricordiamo David Austin da cui prende nome il catalogo delle più importanti varietà di rose antiche inglesi. La storia di David Austin, iniziò attorno al 1950, quando, affascinato dal lavoro di un amico vivaista, decise di dedicarsi all’ibridazione delle rose per ottenere nuove varietà che sapessero coniugare bellezza e profumi delle rose antiche, con la resistenza e la grande produzione di fiori delle varietà moderne. La parte più consistente dell’offerta è caratterizzata da rose antiche e dagli Ibridi di Tea. Grazie alla loro qualità si sono affermate a livello mondiale e sono state insignite di numerosi premi internazionali. Varietà come La ‘Queen of Sweden’ o la ‘Darcy Bussell’ permettono di godere dell’eleganza del fiore e di avere piante dall’ottima resistenza. David Austin è riuscito anche a produrre rose inglesi capaci di adattarsi anche al clima italiano, spesso considerato troppo caldo per ottenere buoni risultati.

Rose antiche francesi

Da non dimenticare la coltivazione delle rose antiche francesi che si diffuse anche grazie all’inclinazione per questo fiore dell’imperatrice francese Giuseppina, moglie di Napoleone I: il suo giardino di rose della Malmaison e i dipinti a tema del pittore di corte Redouté resero ancor più popolare la loro cultura in tutta Europa. Grazie a questa passione nacquero così nuovi gruppi, come le Rose ‘Bourbon’ o le rose rifiorenti.

Rose Bourbon

Tra gli ibridatori più famosi di Francia Jean-Pierre Vibert Vibert. Possedeva un negozio di ferramenta e cominciò a interessarsi di rose grazie alla vicinanza del suo esercizio al rosarium dell’ibridatore di rose dell’imperatrice Joséphine, André Dupont. Nel 1812 vendette il suo negozio di ferramenta e acquistò un terreno a Chennevières-sur-Marne per realizzare un vivaio, dove ibridò rose, alberi da frutto e viti per l’uva passa. Era particolarmente interessato alle rose maculate e striate. I suoi ibridi abbracciano tutte le classi esistenti all’epoca, dalle albe, galliche e damaschi, alle cinesi. Anche i suoi numerosi articoli sull’ibridazione e la cultura della rosa furono di grande importanza per lo sviluppo della cultura della rosa.

Rose antiche tedesche

Fu infine grazie a Wilhelm Kordes un importante ibridatore tedesco che iniziò nel 1887 con il suo primo vivaio a Elmshorn in Germania, che oggi abbiamo rose antiche tra le più robuste. Dopo la Prima Guerra Mondiale Wilhelm, forte dello studio della genetica di Mendel, si dedicò all’ibridazione di nuove varietà di rose per coniugare bellezza e grande resistenza. Tra esse la ‘Crimson Glory’, rosa rampicante dal color rosso sangue e dall’intensa profumazione, la Icebergvarietà che, nel 1958, venne premiata con la medaglia d’oro della Royal National Rose Society. Ancora oggi la realtà Kordes Rosen è tra le più apprezzate e conosciute a livello mondiale.

Le più belle

Tra le rose antiche più significative ne ricordiamo 5 straordinarie e senza tempo: la ‘Charles de Mills’, la ‘Blanche Moreau’, la Variegata di Bologna la celebre ‘Ispahan’ Rosa di Damasco, la Comte de Chambord’ e infine la ‘Fantin-Latour’

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Coltivazione

Ambiente ed esposizione

Il terreno preferito dalle rose antiche è di tipo argilloso, da evitare quello fortemente acido; è consigliabile eventualmente integrarlo con l’argilla se non si avesse a disposizione un terreno sabbioso. Questi fiori sono molto robusti e resistono a sbalzi di temperature anche molto elevati sia fredde sia calde fino ai 40°. E’ necessario però posizionarle in un luogo sufficientemente soleggiato: devono stare al sole almeno 6 ore al giorno.

Messa a dimora e rinvaso

Il periodo migliore per la messa a dimora delle rose antiche va dal mese di novembre a quello di marzo. La buca che scaverete per piantare le vostre rose deve essere molto grande, ad esempio se avete acquistato la pianta in un vaso di venti centimetri di diametro, la buca deve avere profondità e diametro di circa quaranta-quarantacinque centimetri; su fondo mettete del materiale che favorisca un buon drenaggio ed eviti i ristagni idrici (cocci, ghiaia ecc.), del terriccio e un po’ di concime. Quindi procedete con la ricopertura della buca con terriccio e concime.

Annaffiature e concime

Provvedete acqua in abbondanza, soprattutto durante la stagione calda e nei periodi particolarmente siccitosi. Attenzione: non bagnate foglie e fiori perché potrebbero essere vittime dell’attacco di funghi; innaffiate solo la base della pianta. Le rose antiche non hanno particolare bisogno di concime: basta aggiungere del terriccio con letame ogni due anni, durante il periodo primaverile.

Talea – la riproduzione

La tecnica di moltiplicazione più usata per le rose antiche è quella per talea. La talea è il frammento di una pianta appositamente tagliato e sistemato nel terreno o nell’acqua per rigenerare le parti mancanti, dando così vita ad un nuovo esemplare. Il più delle volte si tratta di un rametto destinato a radicarsi. E’ un metodo di riproduzione che sfrutta le enormi proprietà rigenerative dei vegetali: in grado di rigenerare parti perdute molto meglio di una cellula animale.

La riproduzione delle rose antiche inizia, in genere, durante il periodo invernale-primaverile; in questo caso si dovranno prelevare talee lunghe circa venti centimetri dalla pianta madre, interrarle per i due terzi della lunghezza in un terreno composto da sabbia e torba; in una zona ricca di ombra e il terreno dovrà essere sempre umido.

 

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