Ottobre, mese di trattamenti e di bacche di rose botaniche

Trattamenti autunnali: la pratica migliore per prevenire le infestazioni in primavera e poi le rose botaniche nello splendore autunnale delle loro bacche dalle forme originali. 

I trattamenti di ottobre

Ottobre è mese di trattamenti curativi-preventivi di rosai, mandorli, ciliegi e Prunus vari da fiore, da disinfettare con poltiglia bordolese (7-10 grammi per litro d’acqua). Lo stesso prodotto servirà una seconda volta a fine novembre dopo aver rastrellato le foglie. Quindi armatevi di irroratore, indossate la tuta copriabiti, guanti, stivali e mascherina e cominciate con calma a spargere la miscela sulle piante. Non tralasciate di irrorare con cura anche il sotto chioma vale a dire il terreno alla base della pianta per impedire la diffusione delle spore di ticchiolatura. Servirà poi un terzo trattamento a dicembre su tutti gli arbusti sempreverdi e di nuovo sulle medesime piante trattate in ottobre.

Nell’irroratore ci vuole l’olio bianco, prevedendo 25 30 cc per ogni litro di acqua. Il trattamento combatte uova e larve dei parassiti animali (cocciniglia, afidi, acari etc.) che, in vista dell’inverno, trovano riparo nelle screpolature della corteccia e tra le gemme, pronti ad infestare le piante del giardino in primavera.

Poltiglia brodolese e olio bianco sono ammessi nelle colture biologiche in virtù della bassissima tossicità, e proprio anche in relazione al ruolo di disinfestazione che svolgono.

Rose botaniche da bacca

Sono tante le rose che in autunno producono bacche dalle forme originali eccone una breve rassegna.

Rosa moyesii. Dai fiori semplici, rosa o rossi su un fogliame leggero e minuscolo che cambi colore ai primi abbassamenti di temperatura e vistose bacche a otre, riconoscibilissime, che arrossano negli stessi giorni e perdurano a lungo.

Rosa rugosa. Quasi tutte le cultivar e gli ibridi hanno grosse, lucenti bacche da usare anche per le marmellate. R.r. calocarpa produce una moltitudine di bacche arancioni, sferiche, grosse come ciliegie. E’ una rosa antica selezionata in Francia prima del 1891, con fiori semplici di un bel rosa tempera. ‘Foxy’, rusticissima e compatta con fiori semidoppi rosa violetto, superba quando matura grosse bacche arancioni, poco prima che le foglie a fine ciclo assumano lo stesso colore vivo. ‘Hollandica’, fiori rosa malva e bacche rosso vivo lucenti e un po’ pelose; ‘Gufo delle nevi’, fiori semidoppi candidi e profumati, curiose bacche arancioni.

Rosa Setigera. Una flessuosa rosa botanica con fiori rosa tenue, profumati, seguiti in autunno da mazzetti di piccole bacche rotonde rosso vivo. Buon coprisuolo, da lasciare come un rovo su scarpate e margini boschivi.

Rosa villosa (= R.pomifera). Alta 180 cm rosa selvatica a foglie glauche, fiori semplici rosa carico e bacche rosso vivo, pelose. Ottima da sottobosco poco illuminato.

Rosa canina (famiglia delle Rosacee) è un arbusto cespuglioso e spinoso in inverno perde completamente il suo fogliame, che può raggiungere fino ai tre metri di altezza. I fiori, bianchi e delicatamente profumati, sbocciano ad inizio estate, mentre i frutti (cinorrodonti) che maturano proprio in questa stagione sono in realtà falsi frutti, ovoidali ed allungati, di colore rosso e dalla buccia liscia. Le bacche di rosa canina, i falsi frutti, sono conosciute in medicina erboristica per il loro contenuto particolarmente elevato in vitamina C.

Hanno bacche interessanti anche: Rosa virginiana; R. canina; R. laxa; R. highdownensis; R. acicularis nipponiensis. Sono tutte da piantare in autunno, al sole e in terra non troppo fertile. In virtù dell’estrema rusticità sono ideali per il giardino naturale e per siepi miste.

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