Mali di stagione

Gelo, neve, siccità, alluvioni, e si vorrebbe migrare con tutto il Giardino in attesa di tempi migliori: tutte le soluzioni per godersi l’inverno in santa pace.

E non storcere il naso di fronte alla parola “siccità”. Devi sapere che l’inverno può essere una stagione siccitosa al pari dell’estate: venti sferzanti, basse temperature accompagnate da lunghi periodi senza pioggia, disidratano le piante e rendono inospitale il terreno; ulteriormente periodi di pioggia prolungati causeranno asfissia radicale.

Ecco come affrontare le avversità del caso

gelo e neve
ovviamente nulla di meglio che una calda copertina, che nel nostro caso equivarrà a tessuto geotessile, e ricche pacciamature: ottime, sono quelle realizzate con felci, foglie di castagno e paglia di riso, le quali non si decompongono (nell’immediato ovviamente!) proteggono, isolano e allo stesso tempo consentono una corretta aerazione.
I tronchi degli alberi più giovani e di quelli che più temono il freddo, (piante provenienti da vivaio) dovranno essere protetti con juta o arelle; le chiome eventualmente difese con strati di tessuto non tessuto e sempre ripulite dalla neve la quale potrebbe causare irreparabili rotture. A tale scopo, ricordati che in caso di abbondanti nevicate, dovrai intervenire sempre scuotendo la neve in eccesso.

siccità
talvolta vi sono piante che non sopravvivono all’inverno e la causa non è certamente stata il freddo. La stagione invernale non è un valido motivo per ignorare le irrigazioni.
Certamente le annaffiature saranno maggiormente diradate rispetto alle altre stagioni, perchè buona parte delle piante sarà a riposo ma non tutte; considera per esempio tutti i sempreverdi o le piante con fioritura invernale, come per esempio Viola Cornuta, Calluna Vulgaris, Camellia Sasanqua, Hamamelis Mollis, Chimonanthus Praecox.  Tieni presente che le piante più giovani, non avrano apparati radicali così sviluppati per consentir loro di esplorare il terreno in lungo ed in largo in cerca di acqua: in caso di siccità prolungata, dovrai intervenire bagnando lentamente per consentire al terreno gelato e secco di assorbire l’acqua.

allagamenti
per questi la soluzione migliore – nonchè l’unica efficace, è la prevenzione. Ovvero piantare sempre con un occhio di riguardo al drenaggio o come si usava dire un tempo alla “fognatura”, la messa a dimora dovrà essere fatta sempre un pò in rilievo rispetto al piano del terreno o piano di campagna. Ricordiamo ancora una volta, che le piante necessitano di acqua per veicolare i nutrienti ed alimentare le proprie cellule, ma questo non significa che se il giardino è allagato sia il caso di dormire sonni tranquilli; perchè l’asfissia radicale e le marcescenze sono ahimè sempre dietro l’angolo.
In un caso simile, consigliamo – ad acque “ritirate” – di intervenire immediatamente areando il terreno con leggere zappettature, praticando delle aperture per consentire alle radici di prendere aria.

Istruzioni per l’uso: le dritte per non eccedere
– ti abbiamo detto di proteggere: questo non significa che la tua pianta dovrà venire sigillata per rivedere la luce il 21 di marzo; ricorda che il ricambio d’aria è molto importante anche per contrastare l’insorgere di patologie fungine;
– ti abbiamo detto di areare il terreno: non significa che dovrai rivoltarlo in profondità andando a ledere gli apparati radicali. Piccole aperture profonde 10 cm. saranno sufficienti.

“Se sapessi che potrebbe essere d’aiuto, vestirei l’agrifoglio con il mio cappotto,
al ginepro infilerei i miei pantaloni;
per te mi tolgo la camicia, azalea pontica, a te, campana di corallo, metto il cappello e per te, coreosside,
non mi restano che i calzini; accontentati”.

Carel Kapek – L’anno del Giardiniere

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