Con i piedi per terra

Se non conosci il terreno non vai avanti, conoscere il terreno ti consente di fare le scelte giuste e indirizzarti verso il successo.

Ed è così in tutti i frangenti dell’esistenza. Partendo dal presupposto che bisogna sempre sapere dove “si mettono i piedi” per un giardiniere questa conoscenza diventa di fondamentale importanza. Perchè non ci stancheremo mai di dire che per ottenere grandi risultati non occorrono formule magiche ma conoscenze di base, punti fermi da conoscere bene. Uno di questi è imparare a comprendere la natura del terreno.
E sarà facile: qui inizia il bello.

Terreni “forti”
chi abita la bassa bolognese, li conosce bene purtroppo. Sono quelle lande una volta desolate e che dopo secoli di ingegno contadino, si sono trasformati in appezzamenti di terreno fruttifero; sempre pronti a voltarti le spalle ed a creparsi in lungo e in largo, con voragini che sembra vogliano inghiottire il trattore. Sono quei terreni di colore chiaro, compatti al punto tale che piantare una vanga costa grande fatica, poco permeabili all’acqua, e che contengono molta argilla. Asfittici, sono irrimediabilmente asciutti durante le estati e melmosi nel periodo delle pioggie. Terreni che richiamano alla memoria intere generazioni di agricoltori, che motivati dalla necessità, impararono con grandi sforzi a domarli.

Terreni “leggeri”
caratterizzati da grande friabilità, contengono una buona percentuale di sabbia. Di colore scuro, faticano a trattenere l’acqua. Facilmente lavorabili, presentano però una buona base di partenza dalla quale partire, perchè sono ricchi di sostanza organica (humus) e contengono basse percentuali di calcare. Un substrato di questo tipo se correttamente lavorato ed ammendato può trasformarsi un un terreno eccellente.

Migliorare, o ammendare
quando qualcosa non va, è sempre rassicurante sapere che esiste una soluzione. E quando si tratta di migliorare un terreno, con buone probabilità, ed a patto di effettuare interventi continui e mirati, si otterrà il risultato voluto.
Terreni forti, aggiungere stallatico maturo, terriccio di foglie, torba, sabbia e cenere (ricca di potassio). Coltivare piante con funzione di sovescio (la quale fissa l’azoto nel terreno) come l’erba medica, contribuirà a migliorare ulteriormente la trama del substrato.
Terreni leggeri, stallatico maturo, torba, terriccio di foglie, alghe marine, cenere.
Successivamente, intervenire anche con sostanze di tipo chimico, funzionerà come immediato nutriente che la pianta potrà tranquillamente sorbire.
Ricorda: un substrato privo di trama, non risulterà pienamente nutriente.

Terreni calcarei e acidi
cerca di porre a mente questa cosa, perchè è una condizione dalla quale non potrai prescindere, nel senso che esistono piante adatte ai rispettivi tipi di terreni. E questo riguarda sia il potere nutrizionale, ma anche le condizioni nelle quali si trovano ad operare le radici: ad esempio le piante che vivono in terreni a predominanza calcarea, avranno radici più spesse e forti e che si espandono maggiormente. Quelle che amano i terreni acidi, posseggono radici più sottili e meno espanse.
Se si osserva la cosa chimicamente, si osserverà che esistono caratteristiche ben diverse tra i due tipi, queste differenze sono determinate dai livelli di PH:
PH7 indica il neutro; al disopra di 7 diventa alcalino (calcareo), al disotto di 7 diventa acido.

Per questo è molto importante coltivare la pianta giusta nel terreno giusto, ed è per questo in particolar modo che tutte le piante definite “acidofile” vengono sempre accuratamente segnalate: esse in fatti non sarebbero in grado di sopravvivere in presenza di calcio.

Se leggi queste righe è perchè hai deciso di lavorare bene, hai deciso di andare alla base, di dare solide radici al tuo verde. E ricorda sempre che diventerà parte di te e la tua filosofia di vita.

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