Castel Trauttmansdorff

Vi sono luoghi che in qualche modo vengono prescelti dalla Bellezza per restare nella storia. Uno di essi è certamente Castel Trauttmansdorf che da dimora nobiliare e rifugio per la triste Principessa “Sissi”, ospita ora una Giardino botanico senza pari.

Raggiungere il Trentino Alto Adige, rappresenta già un percorso di bellezza per chi ama il verde, con un paesaggio circondato da montagne, fiumi che scorrono veloci, vigneti e meleti così curati da incantare.
Merano rappresenta da sempre uno dei punti nevralgici per il turismo altoatesino, con quell’aria da “Austria Felix” deve molto della sua fama alla triste Imperatrice Elisabetta D’Austria, conosciuta da tutti col nome di “Sissi”.

Nel 1870 essa cercava conforto, una località dal clima mite e salubre dove trascorrere l’inverno, e certamente privacy; decise  quindi per Merano: per ospitare l’Imperatrice venne scelto Castel Trauttmansdorff, che venne sottoposto ad accurati restauri.
Merano a quel tempo era una piccola e semplice cittadina fuori da qualsiasi circuito turistico, che grazie all’apprezzamento della Sovrana divenne in breve tempo una località alla moda e meta dei viaggi di piacere per tutta la nobiltà del tempo.
Da quel momento e per più di un secolo, la città acquisisce fama per la raffinata eleganza austroungarica, il calore del Tirolo, la bellezza dei paesaggi e della natura incontaminata, sino a che il 16 giugno 2001 e dopo sette anni di lavori, con l’inaugurazione dei Giardini di Castel Trauttmansdorff, Merano assurge anche a meta di grandissimo interesse per tutti gli amanti del verde e del Giardino.

Un progetto ambizioso che riproduce con successo oltre ottanta ambienti botanici, e che ha visto la sinergia di architetti, paesaggisti e giardinieri di tutta europa, con un risultato stupefacente.

Già percorrendo la strada principale che conduce ai Giardini si percepisce la differenza e la qualità, di un arredo verde ricercato e curato nel quale anche i parcheggi sono giardini nei quali posteggiare in sicurezza l’auto.
“Cura, attenzione e ricercatezza” sono infatti i comuni denominatori che contraddistinguono tutto il progetto: dai Giardini, alla biglietteria, ai punti di ristoro, persino i servizi. Tutto è curato nei minimi dettagli lasciando la precisa sensazione di vivere un’altra dimensione.

L’obiettivo era quello di ricreare un enorme Giardino Botanico, per conoscere tutti gli ecosistemi vegetali del pianeta, con un linguaggio interattivo, piacevolissimo e di facile comprensione, ma anche di grande autorevolezza con lo scopo di formare ed informare il visitatore.
Il tempo di percorrenza stimato è di sei ore: in realtà ne servono almeno otto, sia per coprire tutto il percorso di 12 ettari – sia perchè ogni area è ricchissima di contenuti e sensazioni da scoprire.

L’occhio attento saprà riconoscere le piantumazioni effettuate a regola d’arte ed apprezzare l’abbondanza data dalle fioriture a scalare, dove ogni angolo è stato valorizzato dalla giusta essenza. Dalle delicate suggestioni di un autentico Giardino Giapponese, sino al curatissimo formalismo di un parterre all’italiana, ai labirinti in Tasso di ispirazione settecentesca nei quali perdersi.
Una visione perfettamente armonica, nel quale tradizione ed elementi di design moderno si valorizzano vicendevolmente.

Vista, olfatto, udito, gusto, tutti i sensi vengono coinvolti: la vista viene appagata dalla bellezza, l’olfatto stimolato da un’area appositamente creata per odorare gli olii essenziali estratti dalle piante, uccelli tropicali risvegliano l’udito ed il gusto tentato dalle aree di ristoro – perfettamente integrate – che servono i piatti più amati della cucina altoatesina.
La suggestione del paesaggio circostante è accentuata dalla predisposizioni di molti belvedere collocati ad arte, e dotati sempre di sedute per godersi il panorama.

“Gustare il verde, godere dell’esperienza”, potrebbe essere un altro dei leit motif del Giardino: l’area dedicata alle palme, stupisce con una spiaggia di sabbia bianca perfettamente ricreata, nella quale riposare spofondando nelle sedie sdraio, mentre nell’area dedicata alle eccellenze altoatesine – vigneti e frutteti – ci si riposa in un ambiente dall’aria rurale ed accogliente.
Di particolare interesse soprattutto per i più giovani è il “Mondo sotterraneo delle piante”, ovvero come interpretare un tema molto settoriale e pieno di contenuti alle volte complessi, rendendolo assolutamente appetibile a chi non è avvezzo al linguaggio specifico, con una visita mirata a divertire, colpire e stupire. Si entra letteralmente in un tunnel scavato nella montagna, accedendo interattivamente a tutti gli apparentemente segreti, silenziosi e misteriosi processi metabolici del mondo vegetale. Si scoprirà l’importanza degli oligoelementi, ma anche come funziona l’apparato radicale. Il tutto con effetti speciali, commento esplicativo e musica. Una parentesi certamente ludica ma formativa.

Inoltre, tutta una serie di autentiche rarità botaniche: ulivi pluri centenari, un “Rhododendron Arboreum” di 6 metri, una collezione di ortensie costituita da oltre 280 varietà, pareti di argilla fiorite, risaie e una vite di 350 anni la “Versoaln”, probabilmente la più antica vite al mondo. La “Wollemia Nobilis”, una conifera ritenuta estinta della quale sono stati rinvenuti in una gola australiana solo 100 esemplari,  la quale popolava la Terra 65 milioni di anni fa: l’esemplare  è ora oggetto di studio; e nel caso la pianta dovesse subire dei danni, essa verrà sostituita direttamente dal Governo australiano. Questi ed altri gioielli impreziosicono i Giardini rendendo unica la visita.

Il clima così favorevole ed una manutenzione sapiente, rendono tutte le piante splendide e rigogliose, ogni essenza è correttamente ambientata e ogni pianta viene vista sotto la sua luce migliore.
Ecco che alcune delle specie più comuni e talvolta ignorate come il Tagete, l’Agerato e la Lantana Camara, aquisicono una importanza spesso negata: utilizzate in massa per ricoprire con fasce di colore interi pendii, diventano incredibili enormi arazzi vegetali con un effetto grandioso.

E poi i muri di argilla, interamente ricoperti da vegetazione ricordano che il verde può essere pensato anche in verticale. Nati per caso, o meglio da un grave smottamento che intervenne al versante della montagna prima dell’inaugurazione, diventano l’occasione per una nuova sfida: recuperare la parete trasformandola in giardino. Un progetto ambizioso ha trasformato un problema in un punto di forza, in virtù della sua bellezza e della sua unicità.
Achillea, Stachis Lanata, Oenothera, rosai tappezzanti, Sedum Spectabile: una miriade di essenze che amano il sole e dal carattere indomito.

Il roseto – tema ovviamente a noi molto caro – è stato collocato nella zona dei Giardini Acquatici e terrazzati, un’area contraddistinta da grande romanticismo. Una collezione che comprende  specie selvatiche, storiche e un vasto assortimento di rose inglesi, accompagna lungo un percorso che farà brillare gli occhi di ogni appassionato.

Oltre ai Giardini, è visitabile anche Castel Trauttmansdorff, teatro di una mostra sulle tradizioni, sulla storia e sul turismo altoatesino.  Ovviamente, grande rilievo è dato alla figura di Sissi: infatti sono visitabili quelle che furono i suoi appartamenti, e nei quali sono esposti alcuni dei suoi effetti personali.

E’ il tramonto di un giorno di estate, i Giardini lentamente si svuotano. Prima di uscire ci soffermiamo un’ultima volta ad ammirare questa splendida opera, nella quale tutti gli ambienti convivono armonicamente.
Acqua, aria e fuoco: acqua e aria, la forza degli elementi che danno vita al Giardino.
Il fuoco è il calore che si sente nel cuore; il cuore felice di chi ama il Giardino e ha visto uno splendido lavoro.

 

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