A RADICE NUDA

Le piante a radice nuda rappresentano una valida ed economica alternativa alle piante in zolla: ti insegnamo tutti i segreti per non sbagliare e per apprendere l’antica arte della Zaffardatura.

Frutti antichi radice nuda

La “Zaffardatura” o “Inzaffardatura”, è una tecnica che in passato era molto praticata: prima dell’avvento dei moderni sistemi di florivivaismo i quali consentono la produzione e la commercializzazione di piante in zolla su larga scala, questo era uno dei metodi più diffusi.
Attualmente è una pratica che viene soprattutto riservata alle rose e agli alberi da frutto, la quale deve essere assolutamente riscoperta perchè comporta vantaggi sostanziali quali alte probabilità di attecchimento e un importante risparmio economico.

 

A nudo
Una pianta a radice nuda, è un esemplare che è stato estratto dal terreno di coltivazione ed al quale sono state letteralmente ripulite le radici e poi protette con un involucro; il vantaggio è una migliore manegevolezza ed un minor peso. Ciò facilita il trasporto ed ogni tipo di spostamento con un notevole abbattimento dei costi: queste sono infatti le piante che vengono più largamente commercializzate per corrispondenza.
Nondimeno, una pianta a radice nuda offre ottime garanzie di attecchimento: sembra che liberarla completamente dal terreno nel quale si è sviluppata, la “incoraggi” oltre modo ad una pronta ed efficace radicazione nella nuova destinazione.

Il limite è dato solo dal fatto che il loro impianto può essere effettuato esclusivamente in autunno, quando la pianta entra in riposo vegetativo.

Frutti antichi radice nuda

Come procedere
Agire per tempo: ovvero agli inizi della stagione autunnale; questo per evitare una eccessiva disidratazione delle radici, ma anche scongiurare le gelate che renderebbero troppo duro ed inospitale il substrato.
Lavorare bene il terreno che dovrà accogliere la pianta, avendo cura se necessario di migliorarne la struttura ammendandolo con concime organico e lapillo vulcanico che migliorerà non solo l’areazione ed il drenaggio, ma fornirà un ottimo stimolo per favorire la radicazione.
Prima di effettuare la messa a dimora sarà indispensabile reidratare l’apparato radicale; a tale scopo effettuare una tagliola nel terreno o servirsi di un mastello, nel quale adagiare la pianta; prima di proseguire, controllare le radici allo scopo di individuare quelle danneggiate e procedere alla loro rimozione con un paio di forbici accuratamente affilate.
Il contenitore dovrà essere riempito da una miscela composta da acqua, terriccio universale a prevalenza torbosa, e letame maturo: quest’ ultimo potrà essere anche del tipo pellettato; e lo scopo sarà di ottenere una melma vischiosa che dovrà aderire perfettamente alle radici, effettuando una sorta di “glassatura”. Lasciare la pianta nella miscela per circa 3/4 ore.

 

La messa a dimora
Dopo che l’apparato radicale si sarà imbevuto completamente, procedere a collocare la pianta nella buca precedentemente preparata. Sottolineiamo l’importanza di un ottimo drenaggio, il quale eviterà l’insorgere di marciumi radicali e di patologie di origine fungina. Importante sarà effettuare quella che si definisce “potatura di trapianto”, ovvero accorciare radici e ovviamente le ramificazioni (ricorda che le dimensioni dell’apparato radicale devono essere sempre correlate a quelle della chioma e viceversa), questo per favorire l’attecchimento, la ripresa vegetativa e contemporaneamente dare l’impalcatura desiderata alla pianta.
Riempire tutti gli spazi col terriccio sino ad arrivare al colletto della pianta che dovrà restare fuori.

Frutti antichi radice nuda

Speciale per gli alberi da frutto
Questo è anche il momento per fornire loro un buon tutoraggio per aiutare la pianta a radicare nella corretta posizione. Il sostegno sarà indispensabile per almeno 12/24 mesi; infine procedere alla protezione del tronco con yuta o arelle per evitare le fessurazioni della corteccia dovute a geli intensi o ad una forte esposizione solare.